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Capodanno wars

Capodanno wars
Taccuino umoristico politicamente scorretto lungo (siete avvisati)
Lo sguardo dell’uomo spaziava quella bolgia infernale, quel girone dantesco alla vigilia del
capodanno, quel parcheggio del supermercato che in sberleffo alla crisi rigurgitava un
umanità di utilitarie e persone con carrelli stracolmi, in un fluire di auto dal parcheggio
sotterraneo che pareva il casello autostradale di Rimini Nord il giorno di ferragosto.
Sa che non potrà avere pietà, sa che la crudeltà in questo gioco è solo un naturale esercizio
di stile, sa che non potrà fare prigionieri ne fermarsi a guardare le offerte…dovrà essere
rapido e letale.
Senza esitazione alcuna sceglie il carrello,infila la monetina e ne saggia espertamente le
ruote, esattamente come un corridore di F1 saggia i pneumatici nel worm map, e poi con la
stessa protervia e determinazione di un serial killer si lancia tra le porte scorrevoli
dell’entrata dell’inferno consumistico.
Attorno a lui scene che non si vedevano dallo sbarco in Normandia ad Omaha Beach: gente
impazzita a cercare un ananas maturo dove il colore predominante variava tra il “verde
dollaro” e il “verde tasche di un precario”, vecchiette litigarsi l’ultima confezione di fichi
secchi i cui semini si sarebbero fatalmente incastrati nelle loro dentiere, massaie al banco
dei formaggi che non sanno la differenza tra Gorgonzola e il Roquefort e finiscono loro
stesse per fare la muffa nell’immobilità della decisione.
L’uomo infila la mano nella tasca della giubba ed estrae la lista della spesa… solo ventitrè
articoli, un gioco da ragazzi, in confronto una gita a Falluja con tappa a Mosul è una
passeggiata di salute.
Il primo cimento è nel reparto ortofrutta una donna lo ostacola soppesando le zucchine, lui è
rapido, sfrontato, sorriso di bronzo, …”Signora più grosse sono meglio è tanto può sempre
tagliarle a rondelle” …l’incertezza della donna è un attimo mentre lui afferra come un rapace
quel che gli serve ficca nel sacchetto e si dirige alla bilancia per la pesa. La donna forse ha
detto qualcosa …forse un insulto…forse una profferta amorosa…non lo sapremo mai, oggi
non è tempo…lui sa che le rimarrà impresso per i giorni a venire …se il fato vorrà lei lo
cercherà. Rapido passa al banco frigo formaggio e latticini, anche qui un nuovo ostacolo…la
classica ragazza alternativa sui 25 soppesa da troppi minuti tra la panna di soia e quella
montata di latte vaccino… rapido e letale: “ a secca non starci tropo a pensare metti un po’ di
sostanza su quelle chiappe” lei lo guarda tra il sorpreso e non riesce neppure ad avere il
tempo di indignarsi lui rapido come un ninja sarutobi prende il flaconcino di panna da
montare, ha persino il tempo di avvertire il suo profumo, un accozzaglia olfattiva al paciouli
…poco originale. La ragazza vorrebbe dire qualcosa, ma è assalita da un gruppo di
pensionate che voglio lo yogurth greco e il suo carrello le ostacola, l’uomo si allontana
mentre le vegliarde l’ assalgono in una scena che ricorda una sequenza di “The Walking
Dead”. L’uomo non ha rimpianti non può tornare indietro a salvarla, ognuno ha il suo
destino e poi magari non gliela avrebbe neppure data.
La corsia della pasta, servono assolutamente delle linguine, gli scaffali sono semivuoti, la
follia collettiva che anima questo formicaio brulicante di consumismo imbizzarrito, sembra
animato da una psicosi pre attacco nucleare. Sguardo di ghiaccio alla Sergio Leone, si
guarda intorno e individua scampato alla furia e fuor di posto un pacco di una nota casa
napoletana, con la pubblicità di un cretino che si ostina a dire che per fare una buona pasta
basta la pasta.
Dall’altro lato della corsia un altro ramingo deve avere la stessa intenzione, nessun altra
arma a parte il carrello, lui ha già il carrello pieno, quindi sarà più lento, è questione di unattimo nessuna esitazione, il cozzo del carrello è tremendo, ma la determinazione dell’uomo
è maggiore, il pacco di pasta è un ulteriore preda nel suo carniere. Lo “scusi” detto
all’avversario con un sorriso è una silente beffa tra i due.
L’impresa consumistica di fine anno procede con il nostro uomo che si aggira con studiati
giri non casuali con il suo carrello, i movimenti a volte pigri a volte fulminei come quelli di
uno squalo bianco in un banco di sardine; la sua esperienza è tradita dalla perfetta
esecuzione del “cozzo con benevolenza”, una tecnica conosciuta solo dai più esperti e
consumati: un colpo di carrelli nelle reni delle “galline” che si fermano a conversare di
astruse idiozie tra loro intralciando il passo, e il successivo contrito “Mi scusi non volevo”
con l’aria dispiaciuta che relegherebbe Al Pacino a tornare a ripetere i fondamenti al’Actor
Studio.
Freddo spietato e determinato si lancia nella sua corsa come un ussaro nella “Carica dei
300” a Balaklava, nessuna pietà, il garrese del suo carrello fa vittime senza arrestare la sua
corsa.
La spesa continua, il nostro eroe ha una crudeltà congenita, spietata qualcosa che farebbe
temere ad una SS di spegnere la luce alla sera, la sua selvaggia baldanza nel farsi largo tra le
corsie usando il carrello come una rompighiaccio nella banchisa polare dei clienti del
supermercato è spietata e degna di un guerriero mongolo di Gengiz Khan.
Reparto dopo reparto, corsia dopo corsia riempie il carrello con la stessa determinazione di
un predatore carnivoro, ma ogni grande guerriero vive per la sfida che attende per tutta la
vita, ed eccola lì…è lei.
Piccola, minuta, apparentemente indifesa, una pensionata rotta ad ogni battaglia, ad anni di
saldi di finestagione, acquisti fatti a volantino delle offerte in mano per far quadrare i conti
con una miseranda pensione… l’avversario più temibile.
Quelle adunche mani ossute all’occorrenza diverranno artigli su quell’ultimo barattolo di
salsa cocktial per i gamberi, i gentili occhi della vecchina diverranno piccoli stretti e ferini.
L’uomo lo sa …che la dolce vecchietta che gli ricorda la nonnina che lo teneva sulle
ginocchia sarà un avversario temibile. Dalla sua per evitare lo scontro potrà usare solo la sua
agilità, fidando nell’artrite della vegliarda.
In uno scatto da centometrista a cui manca solo la colonna sonora dei Vangelis (Blaze of
Glory) piomba come un avvoltoio degli Agnelli, al punto che il barattolo scivola fuori dallo
scaffale e rischia di spetasciarsi a terra, ma rapido la recupera con uno slancio a terra da
touchdown che gli farebbe passare la selezione per la Cariparma e vincere il 7 nazioni tutto
da solo.
Un dolore lancinante alla rotula destra, ed il sorriso di soddisfazione crudele della
vecchietta, l’esperienza dell’uomo lo porta a capire il clamoroso errore di valutazione che ha
fatto; nella sportina di tela un flacone da tre litri di coccolino concentrato può divenire un
arma temibile in questa vetusta gladiatrice dei supermercati,…maledetta!
Si rialza zoppicando mentre la vegliarda si allontana… era l’ultimo articolo ora le casse!
Scegliere una cassa con la coda più breve è un esercizio che deve tenere conto di variabili
complesse che manderebbero in tilt un matematico di professione: Numero di articoli nel
carrello, composizione della spesa, tasso di rincoglionimento del proprietario che potrebbe
scordarsi sul più bello il pin del bancomat, bambini al seguito che mettono nel carrello altri
articoli e il genitore che li rimette a posto. Ma nulla è deleterio per una coda come loro, il
pericolo maggiore: La coppia rincoglionita!
Moglie e Marito di solito di mezza età questi due parassiti del consumismo, questi due
bradipi dell’acquisto, questi microcefali della logica, questi sonnambuli, che aspettano prima
che sia passata tutta la spesa dalla cassiera prima di cominciare ad insacchettarla,interrompendo spesso i conteggi della povera forzata ( che scambierebbe in questi giorni il
suo lavoro con quello di uno schiavo ai remi di una galera romana) .
L’uomo ormai vede allontanarsi la possibilità di uscire dal supermercato prima che i
surgelati si sciolgano e conquistino una coscienza di sé, ma non si perde d’animo.
La cassiera è li da troppo tempo per non riconoscere in lui un dominante dei carrelli del
supermercato, un puledro di razza scalciante e pronto alla pugna, gira lo sguardo verso i due
ignari, vorrebbe avere pietà di loro, ma a dire il vero hanno scassato attributi maschili che
non aveva prima di conoscerli e che poi loro stessi le hanno frullato.
Ed allora che fa? Usa quella sorta di spartitraffico per spostare la spesa verso la corsia dove
il nostro eroe deve passare, non avendo altra scelta che passare al tritacarne la coppia
rincoglionita, e lui lo fa con ferocia lucida e professionale.
Il suo è un semplice “Scusate vorreei riuscire a mettere via la mia spesa prima che si arrivi
ad un altra glaciazione, voi fate con comodo però che passo per la spesa dell’epifania a
vedere come siete messi” . La lei della copia vorrebbe reagire ma lui le lancia un occhiata
del tipo “da quanto non hai un orgasmo con questo qui? Hai troppe zucchine, banane e
cetrioli in quel carrello…non rispondere”.
Il nostro eroe prende paga e se ne va spingendo il suo carrello, carica in macchina con
l’ennesimo tizio che vuole ad ogni costo il suo carrello con l’ insistenza del martello di Thor
sui coglioni.
E qui il tocco di classe lui carica l’auto e glielo lascia…tanto la moneta non cè ha usato una
rondella da ferramenta. La vita è una guerra.

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inception

No, vabbè!😂😂😂😂
In comici non ti batte nessuno… esilarante, sarcastico e cinico quanto basta per farmi smettere di leggere per ridere sguaiatamente.
Ah, e così simile alla realtà da farmi ripensare a quanto odio entrare in un supermercato a ridosso delle feste!😌

Bravo, come sempre…